NEL RISTORANTE, POS SI OPPURE POS NO?

12.02.2020

Oggi voglio parlarvi di una argomento che, a quanto pare, sta sulle scatole a molti imprenditori, anche nel settore ristorativo. 


IL POS.

Acronimo di Point Of Sale (punto di vendita) è in pratica quell'aggeggino necessario a permettere al cliente il pagamento attraverso bancomat o carta di credito.


Girovagando su alcuni gruppi Facebook di partite iva che hanno come unico motivo di vita quello di ribellarsi al sistema scopro che questo è l'argomento più discusso, in pratica c'è una vera e propria guerra in corso nei confronti di questo aggeggio infernale.

Qual è la causa? Naturalmente il costo di gestione e delle commissioni da dover pagare alla banca.

Facciamo però una piccola premessa, cercando di evitare facili fraintendimenti e obiezioni inutili.

Il piccolo imprenditore è decisamente tartassato da imposte, balzelli, nuove normative, patentini e chi più ne ha più ne metta.


Nel settore ristorativo i costi da sostenere sono decisamente alti e qualsiasi spesa in più, anche piccola, è vista come l'ennesimo peso da dover sostenere.

Nessuno vuol sostenere il contrario.


C'è però un dato di fatto, il pagamento con carta di credito o con bancomat è oramai visto come la normalità e per il cliente rappresenta una comodità non da poco.In parole povere il cliente da per scontato il fatto di poter pagare senza avere in tasca i contanti e se così non è ci sarà ai suoi occhi un disservizio che inevitabilmente influisce sul suo giudizio finale.


Combattere ciò che è oramai diventato normalità è decisamente stupido e controproducente, soprattutto quando la lotta si concretizza nel negare al cliente un servizio.

Questo è infatti ciò che purtroppo si vede in giro.
Voglio allora raccontarvi ciò che mi è accaduto qualche giorno fa.

Entro in un negozio e compro un prodotto, 11 Euro e 50 centesimi.

Apro il portafogli e ho 10 Euro così mi accingo a pagare con bancomat ma il titolare mi chiede se per caso ho contanti.

Guardi...ho solo 10 Euro.

Va benissimo, le faccio lo sconto.
13% di sconto per non effettuare il pagamento con il POS, considerando che oltretutto ho ricevuto regolare scontrino.

Sinceramente io questo comportamento non lo capisco del tutto così ho chiesto a qualche professionista del settore una propria opinione.

Emiliano Lemma, autore fra l'altro del testo "Da bottegaio a commerciante di successo" afferma:
Alex Bartolocci, io ne ho due di risposte:
la prima è che la gente fa impresa senza averne cognizione di causa, non essendo neanche capace di fare calcoli da terza elementare; la seconda è quella che non si può dire: senza il nero tantissime attività non saprebbero come campare.

E aggiunge:

Alex Bartolocci guarda, ci sta anche che il commerciante-bottegaio preferisca il contante perché, come per i bambini, dà loro una sensazione di maggiore "ricchezza" o che, come talvolta accade, siccome ci sono pendenze con equitalia anche gravi (ne conosco un sacco), è meglio incassare i contanti per poterli gestire...
Fabio Tammaro, titolare del ristorante Officina dei sapori di Verona parla invece di

terrorismo psicologico 

e mi viene subito in mente il paragone dei telegiornali che parlano continuamente della pericolosità delle influenze di stagione quando le prime cause di morte in Italia sono legate a malattie cardiovascolari e a tumori.

Daniele Scano, esperto di controllo di gestione per la ristorazione, ci informa invece che 

in questi giorni la Confcommercio assieme al fipe ha fatto un accordo con Intesa San Paolo. Commissioni azzerate per importi sotto i 15 euro. Accordo stipulato proprio per venire incontro alle esigenze della piccola ristorazione.

Questo ci fa pensare che più diventerà frequente l'uso del pos e migliori diventeranno le condizioni di utilizzo.

Francesco Grande, futuro ristoratore chiede giustamente

Tralasciando questa cosa, che è incommentabile da parte mia, volevo chiedere: ad oggi qual è la miglior offerta per il pos? Io sto decidendo ora quale inserire e volevo sentire un paio di pareri

Ecco, magari questo è il giusto atteggiamento da parte di chi, consapevole di non poter evitare l'utilizzo di uno strumento cerca nel mercato quello che per le sue esigenze può risultare più conveniente.


Paolo Berti
, ristoratore umbro ha un'obiezione decisamente interessante da rivolgere a chi tanto odia questo strumento:

 I costi dei pos e transazioni elettroniche sono chiari e contrattabili con le banche, sono scritti nel contratto che firmi quando accetti di avere un pos.

Ció che non si conosce e che diventano punizione divine è perdersi il denaro cash, ricevere banconote false che vengono tagliate in banca, andare a depositare alla cassa automatica con l'auto in divieto di sosta puntualmente e prenderci una multa, perdere circa 3 giorni interi di lavoro l'anno a contare, girare, deorecchiare le banconote.

Per non parlare che i soldi cash, sono oggetto di furti, rapine, insicurezze.

E voi? Cosa ne pensate?

Al ristorante POS SI OPPURE POS NO?